Giordana Giammello

Giordana Giammello nata a Catania. Nel 2014 porta a termine gli studi scientifici, svolti presso il liceo scientifico Galileo Galilei di Catania con indirizzo sperimentale lingue (spagnolo). Lo stesso anno si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Catania, indirizzo scultura, per poi conseguire la laurea triennale di I Livello nel marzo 2018, con l’esito di 110 e lode. Nel 2016 è stata chiamata per partecipare ad una mostra legata all’evento “Coriandolata di Acireale”, partecipando con due sue opere. Lo stesso anno ha preso parte anche al “Gioeni Art Action / Puzzle Fest”. Orientata verso una scultura di tipo figurativo, nei suoi lavori vi è anche una sperimentazione nell’uso dei colori e dei materiali.






Con TemporaYoung ha partecipato a: WonderTime Catania 2018

Opere

Vŏlo

Lo scopo di un aeroplanino di carta è quello di volare, leggero, nell'aria. In quest'opera invece risulta come un oggetto pesante incapace di volare e di adempiere quindi al suo scopo. Il suo aspetto greve, inusuale per un oggetto come la carta, è sottolineato dal solco che esso ha lasciato sulla base.
Alluminio, ottone.
5,5 x 19,5 x 11,2 cm

Equilibrio instabile

Quest'opera rappresenta l'essere umano e la lotta incessante che caratterizza la vita, alla ricerca perenne di un equilibrio in realtà instabile. La barchetta, metafora dell'uomo, ricorda una barchetta di carta, che nonostante il suo materiale apparentemente fragile riesce a rimanere a galla anche se rischia di essere travolta come in questo caso da un'onda. I suoi colori invece rappresentano l'essere stesso con le sue varie sfaccettature.
Resina, pasta polimerica, legno, illuminazione a led.
29 x 20 x 20,6 cm

Aiuto nascosto

L'opera consiste in una mano che sorregge una bacchetta di carta, esprimendo così, secondo un mio linguaggio, il tema dell'aiuto e della bellezza celata in questo gesto. L'aiuto, come anche esprime il titolo stesso, è tuttavia nascosto. Ciò è stato rappresentato dipingendo la mano come se fosse un'onda del mare, quindi facendo sì che il colore le attribuisse un altro aspetto. Vi è inoltre una barchetta di carta, sottovalutata da molti a causa del suo aspetto apparentemente debole; pochi però riescono a vedere come essa riesca a rimanere a galla, nonostante la sua leggereza. La fragilità della barchetta non viene qui rappresentata per descrivere un momento di debolezza, ma per sottolineare la bellezza del gesto d'aiuto da parte della mano nei confronti della barchetta delicata. Un altro aspetto da analizzare nel rapporto tra la mano e la barchetta è la loro grandezza e la loro importanza nella composizione scultorea. La mano, grande e possente, è come se passasse in secondo piano, in quanto l'occhio viene inizialmente attirato dal bianco acceso della piccola barchetta di carta.
Terracotta, legno, sale.
23,5 x 43 x 23 cm

Cercami

Il lavoro è composto da tre sculture, posizionate l’una accanto all’altra.
A partire da sinistra, troviamo una fiamma argentea stilizzata, segnata da dei solchi pieni di macchie di colore che rappresentano l’essere (l’Io). A seguire vi è la fiamma a due lingue che ricorda un torso, sempre stilizzato, femminile; qui le fasce argentee si allargano lasciando così meno spazio alle parti colorate. Infine vi è il torso femminile, frutto della trasformazione della fiamma in figura umana; la parte argentea ricopre tutto il corpo, non essendo più alternata con parti colorate. 
La parte argentea rappresenta la corazza che ognuno di noi sviluppa per proteggere e preservare il proprio essere dalla “invasione” altrui. L’opera non vuole rappresentare necessariamente il frutto di una maturazione o crescita che può portare ad una chiusura della persona, ma vuole mostrare come talvolta, quando ci si sente “attaccati” e quindi vulnerabili, si crei uno scudo, anche momentaneo; l’essere, la parte colorata, non viene annullato ma semplicemente protetto.